30 maggio 2009

«Malefatte», dal carcere le borse in pvc

SHOPPING ALTERNATIVO - SARANNO IN VENDITA NELLE LIBRERIE DEI MUSEI E DELLE MOSTRE CITTADINE

Prodotte riciclando gli striscioni pubblicitari dai detenuti dei penitenziari veneziani, gli accessori di tendenza sono stati presentati oggi a Ca' Farsetti

Una delle «Malefatte» realizzate a Venezia

VENEZIA - Venezia e le sue «Malefatte». Si chiamano proprio così le prime borse ottenute grazie all'operazione di riciclo degli striscioni pubblicitari in Pvc.

Sono state presentate stamattina, per la prima volta, ad una conferenza stampa a Ca’ Farsetti organizzata dal Comune del capoluogo veneto. Il sindaco Cacciari, l'art-director dell'Ufficio Grafico, Fabrizio Olivetti, e la direttrice degli Istituti di pena veneziani, Gabriella Straffi, sono alcuni dei testimonial della campagna.

Si tratta di un progetto nato da una semplice intuizione: gli enormi striscioni pubblicitari, utilizzati a Venezia e in terraferma per scopi promozionali, vengono riciclati, una volta terminato il loro periodo di utilizzo, grazie alla loro resistenza e impermeabilità. La realizzazione delle borse è affidata alla Cooperativa Rio Terà dei Pensieri, che svolge attività di produzione di manufatti nelle carceri veneziane.

Su proposta di Cacciari, è già partita la distribuzione per la vendita nelle librerie dei musei e delle mostre cittadine.